Metodi di trasmissibilità di un sapere performatico a confronto

Cos’è un sapere performatico? Di che metodi si parla? Quale attinenza può avere con il nostro Lutegerus?

Recentemente è stato pubblicato sulla rivista online di studi Antropologia e Teatro, e stiamo parlando dell’università di Bologna, un particolare articolo del quale si riporta l’abstract:

La trattatistica marziale, pur nella sua natura di documento scritto, rappresenta il tentativo di archiviazione di un sapere performatico, comprensibile e trasmissibile in modo efficace solo attraverso la mediazione di un corpo umano che ne riattivi i contenuti, e li renda quindi disponibili alla fruizione in un tempo successivo a quello in cui il documento è stato redatto. Partendo da questi presupposti, basandosi sulle testimonianze dirette di studiosi e schermidori, questa ricerca verte sull’analisi del lavoro svolto negli ultimi anni intorno al MS I.33 (London Tower Fetchbuch) nel tentativo di recuperare le conoscenze relative alla scherma di spada e brocchiero di fine XIII secolo. Di particolare interesse risulta la comparazione fra i differenti approcci metodologici utilizzati da due distinti poli di studio (Sala d’Arme Achille Marozzo e ASD Septem Custodie) e la diversa natura dei testi d’arrivo prodotti al termine.

Avete letto bene. Questo interessante articolo accademico ruota attorno all’oggetto manoscritto come archivio di un sapere che si è codificato e decodificato attraverso persone e secoli e secondo modalità che non possono prescindere dal fare, spiegare e provare con spada, e scudo nel nostro caso, in mano.

Tornano in mente le parole di Fiore de’i liberi:

[2r.2]…Anchora digo che nesuno de questi scolari aqui anommadi non ave may libro in l’arte de combatere altro che misser galeaz di manthoa. Ben ch’ello diseva che senza libro non sarà zamai nesuno bono magistro né scolaro in questa arte E io fiore lo confermo che non che aquesta arte è sì longa ch’ello non è al mondo homo de sì grande memoria che podesse tenere a mente senza libri la quarta parte de questa arte…

(si ringrazia al solito wiktenauer)

La consapevolezza della necessità di una memoria di massa ha permesso all’arte di viaggiare attraverso i secoli, seppur privata di una parte essenziale per la sua comprensione: la presenza fisica del maestro. Come è possibile ricostruire oggi l’arte dal solo Manoscritto? Leggete e meditate:

Metodologie di recupero del sapere marziale

di Sara Colciago


Sara Colciago ha conseguito la laurea magistrale nel marzo 2012 in Discipline dello spettacolo dal vivo (Università di Bologna), con una tesi in Teorie e Culture della Rappresentazione dal titolo Le Giostre del Saracino di Arezzo. Successivamente alle ricerche svolte sul campo al seguito del prof. Giovanni Azzaroni ha collaborato alle pubblicazioni La settimana santa nella Valle d’Agrò (CLUEB, 2009) e La settimana santa a Motola (CLUEB, 2010). Attualmente svolge attvità di ricerca presso la Scuola di Dottorato in Arti visive, performatve e mediali dell’Ateneo bolognese, con un progetto inerente le strategie di relazione con il pubblico del Piccolo Teatro di Milano. Parallelamente al percorso accademico si interessa alle pratche di re-enactment e living history.

Una risposta a “Metodi di trasmissibilità di un sapere performatico a confronto

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