2r-A– croce mauriziana inscritta in una corona vegetale
A-B prima custodia contro halpschilt
C-D cadere sotto spada e scudo
A-B legamento sul cadere sotto spada e scudo
C-D schiltslach
Il trattato entra immediatamente nel vivo spiegando che la prima custodia può essere assediata da halbschilt o da langort. La nota aggiunta in seguito, in fondo al folio 2r, ci dice che la prima custodia può essere assediata da se stessa ed anche da una ulteriore posizione simile alla halbschilt nella quale lo scudo però protegge il lato destro della mano armata.
Ma se le sette custodie rappresentano le posizioni che tutti, anche chi non avvezzo alla scherma assume, di cosa si tratta parlando dell’halbshilt? Questa posizione non è una custodia bensi una obsessio. Questo assedio costringe chi ha assunto la prima custodia ad agire in qualche modo o a cambiare custodia poichè:
…l’oppositore attaccando lo può colpire in ogni momento, se omette ciò che è da farsi…
quindi trovandosi in prima custodia se l’avversario assume halbshilt bisogna agire o l’esitazione si trasformerà in un colpo entrato da parte dell’assediante. Il seguente specchietto riassume l’azione:
Questa sequenza può essere usata per familiarizzare con postura e misura nonché con l’esecuzione del colpo conclusivo. La Fixura è il colpo più sintetico ed economico possibile a partire dall’halpshilt: ed esso può essere quindi un colpo fendente o una punta al bersaglio alto scoperto.
Ma l’azione prosegue, come ci spiega Lutegerio offrendoci una completa analisi critica di questa situazione:
se è adottata halbschilt, cadi sotto spada e scudo./Se fa come tutti colpirà la testa, allora tu usa stichslach,/se lega e preme, la tua contraria sia schiltslach.
Il cuore dell’azione si cela nell’espressione cade sub gladio quoque scutum. Le immagini ne aiutano la comprensione con difficoltà e attualmente questa espressione è aperta al dibattito. Si potrebbe trattare di una delle espressioni nel manoscritto che espliciti il concetto che Lutegerio stia nel mezzo. Questo è il consiglio tecnico di Lutegerio contro i generales o contro il clerus. Poco prima, sempre nel folio 2R, viene spiegato che non è una buona idea cercare di colpire il bersaglio alto, presumibilmente perché l’attacco verrebbe facilmente parato da chi si trova in halbschilt (o perchè dalla sub brachio è poco immediato attaccare con un colpo fendente), ed è una pessima idea cercare il bersaglio basso poichè si offrirebbe il proprio bersaglio alto. Quindi l’azione di cadere sotto spada e scudo non è un attacco al bersaglio e non è una presa di ferro poichè avrebbe usato il termine “legatura” che usa molto spesso più tardi. L’unica conclusione logica è che si stia parlando di un’azione diversa: offrire il debole della propria spada al forte della spada avversaria e al suo brocchiere.
A questo punto se ci troviamo davanti un generalis dimicator cercherà di colpirci, senza aiutarsi con lo schiltslach, offrendoci così la possibilità di colpirlo con un colpo di punta. Oppure cercherà di legare e fare forza e a questo punto potremo facilmente entrare con un colpo di scudo, a fermare le sue armi, per finalizzare l’azione con la spada.
Riassumendo i possibili sviluppi dell’azione precedente possiamo avere la prima variante:
Oppure la seconda variante:
Le possibilità in questa sequenza tuttavia non si esauriscono qui:
Si noti che lo scolaro qui lega e preme al fine di eseguire schiltslach (colpo di scudo) come sotto. Ma si badi a ciò che dev’essere fatto da parte del prete, poichè dopo il legamento egli sarà il primo ad agire. /Si noti anche che lo scolaro non deve fare null’altro che schiltslach o circondare con la mano sinistra le braccia del prete, cioè spada e scudo.
Qui Lutgerio sembra sottolineare l’aspetto didattico così come lo svolgimento delle azioni. Infatti nel momento in cui lo scolaro lega e preme (*) lo fa nell’intento di eseguire lo shiltslach sebbene abbia anche la possibilità di circondare le braccia del prete con la mano sinistra. Tutto questo per esprimere che la sequenza può potenzialmente svolgersi anche nel seguente modo:
Ma anche il prete può agire nel momento in cui lo scolaro lega e preme (*) prima che egli porti a compimento la sua azione nel seguente modo:
Il prete ha tre cose da fare, cioè mutare la spada, perchè si trovi sopra; o durchtreten o afferrare con la mano destra il braccio dello scolaro, cioè spada e scudo.
E per sintetizzare ecco i tre possibili sviluppi conclusivi dell’azione:
Mutacio gladii: cambio di legamento, ovvero nel nostro caso specifico, passare dal subire un legame sotto la spada ad un legamento sopra. Attualmente si ritene sia possibile esegire la mutazione sia come trasporto di ferro che come cambio repentino del legamento staccando ferro a seconda del caso.
Durchtreten: Letteralmente “passo attraverso” con questo termine Lutgerio si riferisce ad un colpo di punta eseguito uscendo particolarmente dalla linea d’attacco.
Afferrare spada e scudo con la mano destra: di attuabilità decisamente complessa, questa soluzione può attuarsi nel caso di particolare errore nella misura dell’avversario. Più tardi un passaggio di questo tipo viene illustrato (18V) e viene mostrata anche la sua contraria.
Schiltschlach: una volta stabilito un legame di ferro vantaggioso, si guadagnano gradi spostando la spada avversaria e nel contempo si separano spada e scudo per utilizzare il proprio brocchiere contro il gruppo mani/brocchiere avversario e darci il tempo necessario a concludere con un colpo di spada.
Vorrei far notare che la seconda risposta, ovverosia entrare nel legame una volta che l’avversario cade sotto spada e scudo, è quella tipica del prete e dei suoi scolari, cioè quella insegnata sul trattato.
Poi ovviamente c’è la contraria, e la contracontraria, etc…
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